Perchè Unicredit lascia Facebook? – Owned Media vs Shared Media

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Perché Unicredit lascia Facebook?

Unicredit lascia Facebook. Dal 1 Giugno 2019, chiudendo definitivamente la propria pagina di Facebook e Instagram ( ma non Twitter e LinkedIn), la multinazionale azzererà la propria presenza sui canali social di proprietà di Mark Zuckerberg. Sul motivo della scelta ci viene in soccorso il post pubblicato dalla stessa Unciredit sulla propria pagina Facebook :

Unicredit lascia Facebook

Prima di analizzare la motivazione ufficiale, occorre però fare un excursus. Dopo lo scandalo di Cambridge Analytica del Marzo 2018, l’ad di Unicredit Jean Pierre Mustier  commentava con queste parole :“Prendiamo le questioni di business ed etica molto seriamente e abbiamo interrotto ogni interazione con Facebook perché non riteniamo che Facebook si stia comportando in modo appropriato ed etico. Unicredit come gruppo non sta utilizzando Facebook per ordine del Ceo e non lo utilizzerà fino a quando non avra’ un comportamento etico appropriato”. Qualcosa che viene da lontano.

Unicredit, già nel 2018, avevo deciso di sospendere ogni tipo di investimento pubblicitario sulla piattaforma.

 

 Conviene valorizzare i canali digitali proprietari?

Il vero punto di riflessione, dell’intera faccenda, è proprio questo. Partendo dal Modello Peso è evidente che negli ultimi anni abbiamo sempre più sentiti frasi del tipo “oramai il sito non serve più, basta Facebook”. Tipico esempio in cui andiamo a pensare che è più importante uno Shared Media rispetto ad Owned Media.

Per prima cosa vediamo i fattori di rischio di una strategia troppo sbilanciata verso gli Shared Media :

  • L’algoritmo di Facebook cambia continuamente. Non si ha controllo sullo stesso e le strategie pubblicitarie ne risentono di molto.
  • Dal conseguente cambio dell’algoritmo ne derivano effetti negativi come la scarsa visibilità organica riservata alle pagine aziendali.
  • Gli investimenti pubblicitari diventano sempre più alti per contrastare il fenomeno del punto precedente
  • Si è esposti a rischi dipendenti da scelte non nostre e che possono inficiare il nostro lavoro. Pensiamo a tutti gli inserzionisti che dopo il caso di Cambridge Analytica hanno assistito ad un calo enorme sulla piattaforma Facebook.

A questo punto è giunto  il momento di analizzare i vantaggi di una strategia Owned Media oriented :

  • I nostri canali sono il primo elemento di valutazione della nostra brand reputation. Averli curati ed giornata ci permette di acquisire più clienti e accresce il valore dei nostri servizi
  • I canali di nostra proprietà non risentono di mode o tendenze (pensiamo alla migrazione,da Facebook a Instagram,della fascia di età 14-35 anni)
  • I canali di proprietà sono diretta espressione della nostra strategia e della nostra vision. Sono uno straordinario strumento di marketing e comunicazione
  • I canali di proprietà sono agili. Possiamo ottimizzarli, cambiarli in maniera autonoma
  • Se promossi con strategie di posizionamento come la SEO, nel lungo periodo, è possibile abbassare sempre di più l’investimento pubblicitario per l’acquisto degli spazi e della promozione

 

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Mattia Esposito

 

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